Lista Amnistia Giustizia Libertà: la radicalata che mi piace tanto e che mi fa incazzare parecchio


amnistia giustizia libertàSono incazzato, incazzato nero. Tra un attimo vi spiego il perché, ma prima lasciatemi dire che la lista di scopo Amnistia Giustizia Libertà mi piace, mi piace parecchio. Mi piace perché a fronte della condizione illegale e criminale delle istituzioni italiane – a partire da alcuni dei perni di un Paese, come la giustizia e il processo elettorale, fino ad arrivare alla più insignificante questione burocratica –, rinunciare ad allettanti promesse acchiappavoti e mettere le cittadine e i cittadini davanti a una scelta impopolare ma necessaria come l’amnistia (accompagnata, certo, da una riforma globale della giustizia), significa chiedere loro, per una volta, di assumersi le proprie responsabilità (a difesa delle libertà), significa chiedere loro di non nascondere la testa sotto la sabbia, perché la malagiustizia e le condanne che puntuali arrivano dalle giurisdizioni internazionali riguardano tutte e tutti. Noi, da radicali, non potevamo che percorrere questa via, non potevamo che invitare e accogliere chiunque fosse disposto a combattere con noi questa battaglia, indipendentemente da tutto il resto. Il resto viene dopo. Quindi ben vengano Feltri e Amicone, ben vengano don Mazzi e don Gallo, magari ce ne fossero stati altri! Quale lista è più laica di una lista promossa da radicali, che ospita preti e cattolici conservatori e che è disposta ad allearsi con chiunque abbia il coraggio di farsi carico dell’uscita dalla condizione criminale dello stato? Si punta all’obiettivo, un obiettivo importante, fondamentale. Si combatte fianco a fianco con chi ha compreso quest’urgenza, senza pregiudizi di alcun genere. Cosa c’è di più laico? Capisco le perplessità di molte compagne e di molti compagni, eppure le condanne della Corte di Strasburgo, arrivate proprio qualche giorno fa, danno ragione alla lista AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTÀ!

Ora torniamo alla mia incazzatura. Sono incazzato, incazzato nero. Ma non sono incazzato con i dirigenti, sono incazzato “per i dirigenti”, perché vorrei fossero loro – eletti dai congressi dei soggetti e delle associazioni radicali – a guidare il movimento. Vorrei che le decisioni venissero prese razionalmente e non in base alle intuizioni di un leader carismatico – che tutti apprezziamo, ma che proprio in quanto guida, dovrebbe indicare le linee guida e non imporre la via da percorrere.

Decidere razionalmente non vuol dire essere coerenti-a-tutti-i-costi – la coerenza formale è una brutta bestia e, oltre ad essere legittimo, cambiare idea è, se motivato, pure segno di grande intelligenza –, ma le vicende delle ultime settimane (lista si, lista no, rosa nel pugno forse, lista di scopo se facciamo in tempo) evidenziano la totale mancanza di un progetto, o meglio, l’impossibilità (non l’incapacità) di studiare e perseguire un progetto a causa della presenza di un leader che irrazionalmente, sull’onda delle proprie emozioni, impone le proprie intuizioni, delegittimando i dirigenti. Tutto questo è inaccettabile – indipendentemente dalla bontà delle intuizioni – perché assolutamente antidemocratico. C’è anche una possibile seconda lettura della situazione: il leader carismatico propone e non impone, ma i dirigenti, per le motivazioni più diverse, non sanno dire di no: in questo caso sarebbero gli stessi dirigenti a delegittimarsi, sputando sulle iscritte e sugli iscritti che li hanno votati. In ogni caso il risultato non cambia, l’unica cosa che potrebbe cambiare sarebbe l’indirizzo della mia incazzatura: se così fosse, mi incazzerei “con” e non “per” i dirigenti.

È vero che con i se e con i ma non si fa la storia, tuttavia non possono non ricordare che se fosse stata rispettata quella mozione generale approvata il 14 ottobre 2012 dal comitato nazionale di Radicali Italiani, che impegnava Radicali Italiani a “predisporre delle liste radicali per la legalità sulle quali iniziare da subito a raccogliere firme”, oggi ci sarebbero pronte delle liste molto simili nel nome e nel programma alla lista Amnistia Giustizia Libertà, da poter presentare in caso dovesse fallire (per mancanza di accordi con altre forze politiche o per impossibilità a raccogliere le sottoscrizioni) il progetto AGL. L’importanza del rispetto delle regole sta tutta qui e si nota da queste piccole cose. Perché far votare un documento a un organo eletto dal congresso del movimento, sapendo che poi nemmeno si tenterà di fare quello che viene deciso?

Personalmente, pure essendo tendenzialmente sempre a favore della presentazione alle elezioni, mi sono trovato d’accordo sia con l’analisi e la proposta elaborate dal comitato, in cui si è stabilito che “Il Comitato, considerata l’opportunità di fare tesoro persino di elezioni truccate per creare nuove occasioni di lotta politica e di denuncia del carattere di delinquente professionale dello Stato italiano”, sia con la presa di posizione successiva (novembre), ovvero la non opportunità di presentare liste in condizione di totale illegalità e la necessità di individuare altri metodi per portare avanti le nostre battaglie. Due strategie d’azione “contrarie”, ma identiche nell’analisi. Resto invece perplesso circa la vicenda che ha portato – passando per la rosa nel pugno – alla costituzione della lista di scopo che, se da una parte, come ho scritto sopra, mi vede perfettamente d’accordo nel merito, dall’altra mi fa incazzare per questioni di metodo: un movimento, anzi, una Galassia di movimenti, non può dipendere totalmente dalle lune del suo Sole.

Ora i dirigenti ci ricordano che sono le condizioni antidemocratiche del processo elettorale – che permettono ad alcuni, quelli che non devono raccogliere le firme, di poter aspettare fino all’ultimo minuto prima di decidere candidati e coalizioni – a “costringere” anche chi le firme le dovrà raccogliere, ad aspettare il più possibile, al fine di poter fare la scelta migliore, con la consapevolezza che questo potrebbe compromettere la riuscita della titanica impresa della raccolta delle sottoscrizioni. Ecco dove sta la razionalità di questo marasma apparentemente irrazionale, era questo che mi sfuggiva!

Pur comprendendo la gravità della situazione, ritengo che dal momento in cui si è deciso di presentare liste, sarebbe stato necessario – preso atto delle scadenze burocratiche previste e portando avanti, come è stato fatto, i ricorsi internazionaliattivarsi tempestivamente al fine di agevolare la raccolta delle firme. Comprendo pure che, politicamente, la questione degli apparentamenti non è irrilevante – c’è una bella differenza tra il 2% e il 4% e, nonostante le lezioncine di alcuni parlamentari su quante cose abbiano fatto molti radicali storici senza mai essere stati eletti, sarebbe sciocco negare l’importanza della presenza all’interno delle istituzioni –, tuttavia a poche ore dal termine ultimo nessuno s’è dimostrato disponibile a farsi carico delle nostre istanze e l’unica cosa certa è che le sottoscrizioni dovranno essere raccolte in 7 giorni.

Ah, giusto per…in tempi non sospetti, dopo la marcia di aprile (la data di creazione del file è 30 aprile), visto che amo perdere tempo e cazzeggiare al PC, ho disegnato con un programmino di merda che non so usare nemmeno troppo bene (e si nota) questo simbolo qui:

emma 4 president

POSSO TIRARMELA UN TANTINO ORA, NO?

Mattia Da Re

9 risposte a “Lista Amnistia Giustizia Libertà: la radicalata che mi piace tanto e che mi fa incazzare parecchio

  1. Caro Mattia, avremo modo credo prossimamente di approfondire quanto scrivi. Solo una precisazione: ricordo bene, avendola scritta e concepita, quella mozione del comitato di ottobre 2012 . Le liste per la legalità non erano liste per tutta italia, ma una iniziativa singola che prevedeva una raccolta firme simbolica davanti a quirinale per denunciare cambiamento in corsa legge elettorale. Il secondo dispositivo invece riguardava le liste vere per le elezioni e impegnava a “operare assieme ai soggetti della galassia radicale per la predisposizione di liste etc”. su quel punto ci furono posizioni divergenti all’interno della galassia, e radicali italiani da solo non poteva ne voleva operare

    • Caro Mario, ascoltando gli interventi del comitato e della riunione di direzione di quei giorni, non sono stato l’unico ad aver capito che sarebbero state presentate liste per la legalità in tutta Italia e che simbolica sarebbe stata solamente la raccolta firme in piazza del Quirinale. Tant’è che alcuni, in comitato, si sono chiesti come sarebbe stato possibile gestire la situazione, avendo militanti e dirigenti candidati in queste liste e quindi impossibilitati a candidarsi nelle liste che sarebbero venute poi.

      In ogni caso mi sembra importante quello che hai sottolineato a riguardo delle “liste vere” per le elezioni, dicendo che “su quel punto ci furono posizioni divergenti all’interno della galassia”. Sarebbe politicamente interessante conoscere quali dirigenti di altri soggetti della galassia si sono pronunciati CONTRO la presentazione di liste. Forse i rappresentanti (a me non noti) dell’ASSOCIAZIONE POLITICA
      NAZIONALE “LISTA MARCO PANNELLA”? Lo ipotizzo vista la reazione di Marco Pannella (durante la riunione di direzione del 13/12/2012, minuto 20:20 della registrazione: http://www.radioradicale.it/scheda/363074/direzione-di-radicali-italiani), dovuta alla precisazione di Marco Cappato circa la presenza di un soggetto elettorale all’interno della Galassia Radicale.

      Mi permetto di individuare nei dirigenti (a me non noti, ribadisco) che hanno bocciato l’ipotesi di partecipazione (e che magari ora sono in prima fila per raccogliere le firme, o per mandare gli altri a raccoglierle) i principali responsabili del probabile fallimento elettorale che ci aspetta.

  2. Mario Staderini spero che questo dialogo, finalmente iniziato, si possa veramente sviluppare una volta concluse le elezioni.

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