Referendum 2013. Se non cambiano loro, Cambiamo Noi!


Dodici referendum, oltre 500.000 firme in 90 giorni, ecco il nostro obiettivo. Pazienza se è estate, se fa caldo, se i talk-show vanno in vacanza. Pazienza se tanti cittadini, schifati dal sempre più evidente degrado istituzionale, non hanno proprio voglia di sentir parlare di politica. Noi radicali, si sa, siamo un po’ pazzi, ma non è solo questo che ci spinge a lanciarci oggi in un’impresa che sembra essere impossibile. In tanti anni di battaglie a difesa delle libertà individuali e dei diritti civili, abbiamo sempre giocato il possibile contro il probabile e qualche volta – chi l’avrebbe mai detto?! – ce l’abbiamo pure fatta. Abbiamo sempre voluto essere portatori di speranza, speranza di cambiamento, speranza di libertà. Oggi, esattamente con questo spirito, lanciamo una campagna referendaria che è un vero e proprio programma di governo incentrato su tematiche fondamentali che il Parlamento non affronterà mai. Dalla riforma strutturale della giustizia, ai diritti civili e umani, passando per una serie di questioni sociali irrisolte, lanciamo una sfida al mondo della politica e chiediamo alle cittadine e ai cittadini di essere, ancora una volta, al nostro fianco in questa battaglia. Se loro non cambiano, Cambiamo Noi!

referendum radicali

A conferma dell’urgenza delle riforme che proponiamo, ci sono le continue condanne che il nostro Paese riceve dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per l’irragionevole durata dei processi e per il trattamento disumano riservato nelle carceri ai detenuti – compresi quelli in attesa di giudizio. In passato, la Corte ha condannato l’Italia per i respingimenti dei migranti in mare e, in questo caso, un riconoscimento importante alle nostre proposte arriva indirettamente nell’auspicio di politiche più accoglienti, espresso da Papa Francesco in occasione della recente visita a Lampedusa. Sempre il Santo Padre, con l’abolizione dell’ergastolo in Vaticano, ha dato un altro forte segnale di vicinanza alle nostre battaglie, dato che uno dei 12 quesiti tratta proprio questo tema.

Segno della trasversalità della campagna è il fatto che siano arrivati apprezzamenti e sostegno – a tutti o ad alcuni quesiti – da esponenti di quasi tutti i partiti. TV e giornali sembrano non considerare degna di essere conosciuta una mobilitazione così ampia, tocca allora alle cittadine e ai cittadini attivarsi! Come? Firmando e facendo firmare ai tavoli nelle piazze o negli uffici dei comuni, parlando dei referendum a parenti, amici e conoscenti, mettendo a disposizione qualche ora del proprio tempo per dare una mano ai tavoli di raccolta firme o donando un piccolo contributo per le spese della campagna referendaria.

Un appello ai consiglieri comunali. Come è noto, le firme devono essere raccolte in presenza di un funzionario pubblico autorizzato ad autenticarle. I consiglieri degli oltre 8000 comuni italiani svolgono un ruolo chiave nell’attivazione dell’istituto referendario, costituiscono oggi il vero e proprio ago della bilancia della democrazia. Noi chiediamo loro di rendersi disponibili, perché è vero che nessuno è costretto ad autenticare le firme, ma per chi fa politica con spirito di servizio dovrebbe essere un piacere, indipendentemente dal partito di riferimento, mettersi a disposizione delle cittadine e dei cittadini che chiedono semplicemente di poter prendere parte attivamente alla vita politica del Paese. Se in tanti decidessero di impegnarsi, potremmo quasi rischiare di farcela!

Ora tocca a Te! Puoi continuare a lamentarti e non fare nulla per cambiare le cose, oppure decidere di divenire portatore di speranza ed essere parte del cambiamento! Ti aspettiamo!

Mattia Da ReCoordinatore Radicali Verona
www.radicaliverona.org / www.referendumradicali.it
mail radicalivr@gmail.com / cel 3494669648

4 risposte a “Referendum 2013. Se non cambiano loro, Cambiamo Noi!

  1. Pingback: 07/08/2013 :: Assemblea Radicali Verona per la campagna referendaria | RADICALI VERONA·

  2. Pingback: 21/08/2013 :: Assemblea Radicali Verona per la campagna referendaria | RADICALI VERONA·

  3. Sono perfettamente d’accordo con voi,e mi chiedo ad.esempio perché Lo stato si ostina a non voler legalizzare la cannabis che sappiamo tutti che fa meno male di una sigaretta perdono consesi e quindi voti o ce qualche altro interesse? Io sono stato condannato a 4 anni per 10 grammi di hascisc e come se non bastasse non riesco più a trovare lavoro perché per tante persone farsi le canne sei drogato.secondo me l’italia ormai fa schifo
    facciamo qual cosa(pannella sei grande

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