Radicali a Verona. Che fare?


531719_10200845385964874_272293549_nIn questi mesi a Verona abbiamo messo tra parentesi la difficile situazione dell’Associazione Radicali Verona per concentrarci sulla campagna referendaria. Credo sia però importante riflettere anche sul “dopo”, perché il tempo vola e a settembre saremo molto probabilmente costretti a prendere atto (a meno che non accada un miracolo, in ogni caso compiuto da altri: PDL) del non raggiungimento della quota di 500.000 firme e del fallimento della campagna referendaria. Nonostante la brutta botta, non dovremo però perdere l’entusiasmo e dovremo trovare nuovi obiettivi utili a dare – indipendentemente da quello che succederà a Roma – un senso all’esistenza non solo dell’Associazione, ma anche del “gruppo” radicale veronese. Distinguo tra “associazione” e “gruppo”, perché molti – probabilmente la maggior parte – dei compagni che in questi mesi si stanno impegnando nella raccolta firme, non sono iscritti all’Associazione Radicali Verona. La mia speranza è ovviamente che, una volta terminata la campagna referendaria, queste persone continuino ad essere presenti, per questo credo sia importante capire o tentare di capire “dove vogliamo andare”. È evidente che senza progetti è difficile tenere insieme un gruppo eterogeneo di persone, eppure individuare “qualcosa da fare” non è funzionale solo alla mera esistenza di un nucleo radicale a Verona, la “presenza radicale” non è fine a se stessa, ma è di vitale importanza per la cittadinanza, perché sappiamo bene che se di certe questioni non ce ne occupiamo noi, non se ne occupa nessuno. È evidente e naturale pure che non siamo costretti a tenere in vita l’Associazione, si può essere presenti anche come tante (si spera!) individualità che si incontrano, individuano degli obiettivi e lavorano insieme per raggiungerli. Pur essendo individualista-fino-al-midollo, ritengo che la seconda strada complichi parecchio le cose: organizzarsi, coordinarsi, dividersi i compiti e avere dei punti di riferimento è importante, non per motivi metafisici, ma molto semplicemente perché “semplifica le cose” e permette di risparmiare tempo ed energie, oltre ad assicurare – spesso e volentieri – risultati migliori. Nel 2010, quando abbiamo dato vita all’Associazione, la nostra intenzione era proprio questa: mettere a disposizione dei radicali veronesi uno strumento che consentisse di ottimizzare l’attività politica. Ci siamo riusciti? A distanza di 3 anni, devo dire che i risultati non sempre sono stati soddisfacenti. Lo scorso anno, nonostante un discreto numero di iscritti (30), poche persone hanno garantito una presenza militante attiva; quest’anno la situazione è pure peggiorata, il numero di iscritti si è quasi dimezzato (ad oggi sono 17) e – come ho accennato sopra – sono pochi gli iscritti che si sono resi disponibili in questi mesi per la difficile campagna referendaria. Questo sancisce forse l’inutilità dell’Associazione? È forse meglio che ognuno faccia il “radicale libero”, contattando se e quando capita gli altri, al fine di mettere in piedi anche a Verona iniziative di mera testimonianza, rispondendo alle sporadiche chiamate di Roma? Come ho detto poco sopra, non credo, io sono convinto che l’Associazione sia un ottimo strumento e spero che le persone – vecchie e nuove – che si sono avvicinate grazie ai referendum, decidano di restare e di iscriversi, senza ovviamente – ma non dovrebbe essere necessario ricordarlo – nessun vincolo: fare parte dell’Associazione non significa sopprimere la propria individualità: la situazione creatasi con la presentazione della lista AGL ne è la prova: ognuno, iscritto o meno all’Associazione, ha agito liberamente e senza essere ostacolato dalle compagne e i compagni che hanno fatto una scelta differente. Con questo spirito io spero che L’Associazione possa non solo continuare ad esistere, ma rinascere e crescere anche grazie all’apporto di tutte le persone che spontaneamente si sono avvicinate e hanno iniziato o ripreso la militanza in occasione della campagna referendaria. A settembre ci aspetta l’assemblea annuale, il nostro piccolo congresso, e sarà bene che tutte e tutti riflettano e arrivino a quell’appuntamento con le idee ben chiare. Una delle questioni principali che dovremo affrontare riguarda la posizione dell’Associazione rispetto a Radicali Italiani: il segretario e il tesoriere dimissionari non sono iscritti al movimento nazionale, il che significa che formalmente abbiamo già perso il riconoscimento da parte di Radicali Italiani. Personalmente credo che l’Associazione possa lavorare bene anche senza il riconoscimento romano, starà poi a noi, come gruppo, decidere di volta in volta a quali campagne nazionali aderire e a quali no – ferma restando la libertà di ciascuno di muoversi come meglio crede. Poi naturalmente sarà fondamentale decidere “cosa vogliamo fare” noi, a Verona – cosa possiamo fare concretamente con le nostre forze, come rendere “utile” la presenza radicale a Verona. Mi è piaciuta la proposta-provocazione-sfida, lanciata dal nuovo compagno Adriano R., “100 iscritti il prossimo anno”, con la speranza che almeno ¼ di questi passi poi dalla semplice iscrizione alla militanza attiva e puntando molto anche sulla peculiarità tutta radicale della “doppia tessera”. Forse è vero, un’Associazione che si presenta come “rappresentate di 15 persone” è meno attraente, si pone come soggetto debole nei confronti dei cittadini, degli interlocutori politici e della stampa locale. La democrazia è fatta – anche – di numeri e, forse, dovremmo mettere da parte la nostra presunzione radicale di essere sempre e comunque i migliori, anche se – anzi, proprio perché! – nessuno ci segue e ci sceglie. E allora sarà necessario elaborare insieme un’idea capace di catalizzare l’attenzione delle cittadine e dei cittadini veronesi e costruire così, attorno al nuovo progetto, l’Associazione Radicali Verona del 2014, con i suoi 100 iscritti. Se questa strada si dimostrerà fallimentare, non ci costerà nulla tornare a quello che siamo oggi, ma credo valga le pena tentare. Pensiamoci!

P.S. intanto iscrivetevi, è facile, basta cliccare QUI e cacciare i quattrini!

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