Tu, giovane, sei un pirla!


Tu, giovane, tu, che hai meno di 40 anni – perché la giovinezza ormai è come l’aperitivo del venerdì, non finisce mai –, sei un pirla, sei un pirla e mi dovresti ringraziare, perché ora, grazie a me, lo sai! Sei stato avvertito! Sei tecnicamente – senza offesa – un pirla. Certo, sto generalizzando, ma il mio fiuto mi dice che le probabilità che tu, giovane, sia un pirla, sono alte, altissime. Quindi sì, tu giovane, sei un pirla. Forse ti starai chiedendo perché, o forse no, probabilmente stai continuando a smanettare serenamente sul tuo tabletperché i pirla, si sa, non si fanno troppe domande. Se te lo stai chiedendo, la tua curiosità sarà presto soddisfatta, ti risponderò – ringraziami!

“la politica non mi interessa”, “fanno tutti schifo”, “non me ne frega un cazzo”, “per me possono fare quello che vogliono”, “io vivo comunque”, “la gente non conta nulla”, “fanno quello che vogliono”, “non credo nella politica”, “comandano sempre loro”, “in Italia i giovani vengono messi da parte”, “non ho tempo”, “tra studio e lavoro non ce la faccio”.

Ora dimmi, giovane, hai mai pronunciato o pensato una o più di queste frasi? So che l’hai fatto! Se non l’avessi fatto non saresti un pirla, ma già sappiamo che lo sei, quindi non ci sono dubbi, queste frasi ti appartengono e – ammettilo! – ti sei sentito alternativo, pronunciandole baldanzosamente al bar, davanti ad una birra, insieme ad altri pirla come te, sbaglio?!

Ok, fino a qui ci siamo, questo è il tuo pensiero. Mi dirai che non ho il diritto di chiamarti “pirla” solo perché non ti interessa la politica, mi dirai che tu hai molti altri interessi – ok, ti credo sulla parola, hai molti interessi, ma non elencarmeli, ti prego, altrimenti sarò probabilmente costretto a considerarti ancora più pirla e non è quello che voglio! – e che così facendo ti manco di rispetto.

Non temere, ora ti spiego perché, con disinvoltura, ti ho detto che sei pirla. Per pigrizia fai finta di non capire che la politica regolamenta ogni aspetto della tua vita – da quello più banale a quello più grave e importante. Nulla sfugge alla politica, pensaci, chi decide quante e quali tasse dovrai pagare? Chi decide l’aliquota iva che pagherai acquistando le schifezze che mangi e i vestiti che indossi? Chi decide cosa è lecito e cosa illecito fare? Chi decide quali sono le sanzioni per chi non rispetta la legge? Chi decide come e quando e quanto puoi lavorare? Chi decide dove puoi parcheggiare? Pensaci, potrei andare avanti all’infinito, non fare finta di non capire! Il sistema “democratico” – nonostante i difetti e le criticità che presenta – conferisce anche a te il potere di concorrere alla “stesura delle regole”, ma tu decidi di non giocare, decidi di essere schiavo, schiavo non perché sottomesso con la violenza, ma schiavo per tua volontà e quindi “pirla”. Capisci ora perché sei pirla? Sei pirla perché sei schiavo, perché decidi volontariamente che siano altri a gestire la tua vita e tu? Tu stai a guardare. Quanto vale uno schiavo? Quanto vali? Quanto vale un pirla? Te lo sei mai chiesto?

Ok, puoi insistere dicendo che è legittimo che alcuni non si occupino di politica – la democrazia è anche questo, no?! Certo! La democrazia è anche questo, non c’è dubbio che la democrazia sia un sistema imperfetto, che svolge però perfettamente un compito: quello di dividere gli esseri umani predisposti alla schiavitù dalle Persone libere. Capisci? Ti sento dire spesso che in Italia i vecchi non lasciano mai il posto ai giovani e le cose non cambiano mai, ma ti sei mai chiesto cos’hai fatto per conquistare quel “posto” e per cambiare quelle “cose” che non ti piacciono? Credi che saranno gli altri a fare tutto per te? Stocazzo! Perché ALTRI dovrebbero fare quello che TU ritieni necessario, buono e giusto? Perché non lo fai TU? Perché ti lamenti se altri fanno le leggi (e vengono pagati per questo), quando tu non sai nemmeno come si fa a presentare un lista alle elezioni? TU devi conoscere le regole del gioco e soprattutto DEVI GIOCARE! Devi lottare, devi attivarti, devi impegnarti, devi sporcarti le mani – di sicuro non sarà tra un aperitivo del cazzo e una scopata che riuscirai a raggiungere i tuoi obiettivi!

Si, le tue scuse le conosco, devi giocare a calcetto, devi andare in palestra, devi guardare la partita, devi fare il torneo di PES con gli amici, devi andare a una festa di laurea – lo so, a te non interessa quella festa, è la tua ragazza che ti ci trascina, lei con la politica si annoia! Pirla, non dare la colpa ad altri, sei pigro, sei menefreghista e ti sei scelto una compagna inutile e schiava come te! Le Persone libere non si mescolano con gli schiavi! Non dovresti dire “non ho tempo”, dovresti dire piuttosto “sono troppo pirla per usare un po’ del mio tempo tentando di impedire che altri decidano sempre per me”.

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Ma poi non lo vedi che sei banale pure nella scelta delle attività che ritieni divertenti? La palestra, l’aperitivino, la cena e poi – per finire, tripudio di merda! – il localino chic. Sprechi il tuo tempo libero facendo 10.000 cose che puzzano di banalità lontano un chilometro – e almeno un pochino te ne accorgi, ne hai il sentore, sbaglio?! Quell’agenda fitta di impegni è la conferma della tua insoddisfazione, riempi la voragine della tua inutilità con 10.000 banalità! Ma sì, costa fatica uscire dal vortice della mediocrità, ma ne vale la pena, dammi retta! Ricerca e seleziona le attività, non adeguarti a quello che ti viene presentato sul vassoio di merda mediatica! L’hai mai ascoltata un po’ di musica underground? Sei mai stato a un after? L’hai mai ascoltato il maestro Danny Krivit? Te ce porto a sentillo!

Lo so, lo so, hai voglia di prendermi a pugni. Ti capisco! Hai appena scoperto di essere uno schiavo – e devi pure ringraziami, è solo grazie a me se ora lo sai!

Ahh, quasi scordavo, ho una buona notizia per te! Puoi spezzare le tue catene e DIPENDE SOLO DA TE – oddio, visto che sei un pirla, non so se il fatto che dipenda solo da te sia una buona cosa, ma tralasciamo, è meglio! Vorrei dirti “provaci”, ma il maestro Yoda non ne sarebbe felice e nessuno qui vuole far girare le scatole a quel piccoletto – giusto?! Quindi fallo, cazzo, fallo!

4 risposte a “Tu, giovane, sei un pirla!

  1. Ciao Mattia,

    La tua provocazione è divertente ma purtroppo il giovane pirla non legge il tuo blog, ma quello della squadra di calcio del cuore e già lo sai🙂

    Ti scrivo perché da un po’ di mesi ho maturato un’idea, ma non trovo terreno fertile per discuterne e sto desistendo; ti scrivo ora perché il tuo post precedente sulla situazione dei Radicali Verona si lega a quest’ultimo con un filo conduttore: dove sono i giovani e che ruolo hanno i giovani radicali ?

    La mia personale risposta è che nella politica delle leggi, dell’IVA, delle sanzioni e del lavoro, i Radicali Italiani sono fuori da molto e con loro i giovani radicali che seguono la galassia.
    Certo affrontano le importantissime battaglie sui diritti civili ed etici, ma è chiaro che questi temi interessano poco quelli che vanno in giro con la musica a manetta col braccio fuori dal finestrino o chi frequenta i locali “in” del centro.
    Tutto sommato la maggior parte dei temi Radicali interessa direttamente pochi, oserei dire le minoranze specifiche di ogni associAzione (malati terminali, omosessuali, carcerati, senza tetto, disabili,…).
    Beh i conti son presto fatti su quanto piccolo sia lo spicchio statistico di quella torta di possibili giovani radicali e tra questi quelli che potrebbero pure aver voglia di fare qualcosa di concreto.
    Elettori poi, beh i dati si son visti e con essi anche la possibilità di migliorare la situazione civile del paese.

    Degli esigui numeri dei militanti a Verona non devi quindi stupirti.

    Come migliorare ?
    Se facessimo un salto negli altri paesi che hanno già conquistato i diritti per i quali i nostri radicali lottano, noteremmo che il pensiero liberale/radicale esiste ma agisce in molto diverso da quello nostrano; e lì di giovani ce n’è tanti, sia frikkettoni che aperitivizzati, tutti insieme per i medesimi obiettivi sociali e non.

    Se è assodato che l’obiettivo ultimo della politica radicale è il benessere della società, quella formata dalle maggioranze (che fanno vincere i partiti che fanno le leggi) e le minoranze, credo che lo scopo radicale si possa compiere solo modificando il proprio atteggiamento politico per ottenere maggiori consensi.

    Da qui l’idea di rielaborare il pensiero “cosa significa essere radicali oggi” e cercare di creare un gruppo di discussione per “giovani radicali” (puoi vederne un abbozzo qui: http://www.giovaniradicali.it), un gruppo che sia esterno ai Radicali, al Partito, ma non avverso.
    Che riconsideri il liberalismo radicale e che interrompa quel sillogismo “radicale=sciopero della fame” che è oramai nell’ideale collettivo italiano.

    Va bene, non voglio spingermi oltre, mi piacerebbe una tua opinione in merito🙂

    Ciao
    Julien

  2. Ciao Julien, scusami se ti rispondo solo ora, per un po’ di giorni non ho aperto il blog. Condivido alcune delle tue osservazioni – forse la maggior parte. Non credo però che i diritti e le libertà delle “minoranze” non siano (o non dovrebbero essere) una questione FONDAMENTALE per tutti – sia partendo da un punto di vista individualista, sia da uno più attento alla (o alle?) collettività. Ti risponderò con più calma il prima possibile! In ogni caso, trovo molto interessante la tua riflessione e mi piacerebbe dare più visibilità alle tue parole: se mi darai l’ok, pubblicherò come post (integralmente, naturalmente con la tua firma e link al tuo sito) il tuo commento su questo blog e magari anche sul blog dell’Associazione Radicali Verona. A presto e grazie! – Mattia

  3. Ciao Mattia,

    anche io sono assolutamente convinto dell’importanza che certi temi dovrebbero avere nella nostra politica; credo però che ci sia un “bug” nel sistema che non ci permette di ottenere i risultati sperati e che questo risieda nella considerazione che la parola “democrazia” assume oggi nella politica (“il potere della maggioranza” versus “il potere del popolo”).
    Credo che non esista un’alternativa migliore a quella democratica (la storia dovrebbe avercelo insegnato) e quindi se questo è lo strumento che abbiamo a disposizione per raggiungere l’obiettivo radicale, dobbiamo sfruttarlo meglio, cogliendone anche le mutazioni che questo sistema ha subito.
    Per farlo credo che si debba sacrificare quel radicalismo un po’ “chic” a favore di uno più vicino alla realtà del paese (un po’ più “cafona” e “borghese” rispetto al radicale intellettuale “tipo”), affrontando temi di interesse più ampio (per adesione) per ottenere quel favore (la parola “potere” mi irrita, ma sarebbe qui più appropriata) necessario a divenire forza politica rilevante per attuare le riforme degli obiettivi radicali.
    Sia chiaro, non sto pensando al meccanismo delle alleanze..

    Per quanto riguarda la possibilità di pubblicare, sei liberissimo di farlo, con i riferimenti di firma volentieri, non credo voglia farti padre anche delle mie eresie😀

    “giovaniradicali.it” lì per tutti ed è tutto da elaborare, spero a più mani, per ora è solo un’abbozzo che serve per spiegarmi, ma non so se ci sono riuscito.

    A presto
    Julien

  4. O yuli io sono andata per caso su google per dimostrare a Mattia che anche su un computer posso dimostrare che è un pirla e trovo te a parlare di politica…

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