PERCHÉ MI CANDIDO ALLA SEGRETERIA DI RADICALI ITALIANI


Cara compagna, caro compagno,

sono passati poco più di sei anni da quando ho iniziato ad orbitare nella Galassia Radicale e, con entusiasmo, ho dato vita con un pugno di amiche e amici ad una associazione locale nella mia città, Verona. L’entusiasmo non è passato nemmeno quando, dopo poco, mi sono reso conto delle molte – quelle che tutti conosciamo! – note stonate che assiduamente iscritti e militanti sono costretti ad ascoltare. L’entusiasmo non è passato nemmeno quando le mie compagne e i miei compagni veronesi, delusi dagli atteggiamenti dei dirigenti, hanno deciso di allontanarsi e l’associazione che ho contribuito a fondare ha chiuso i battenti. Non mi sono mai perso d’animo, non ho mai smesso di elaborare proposte che andassero nella direzione di un rinnovamento della nostra organizzazione. Sono passati anni e nulla è cambiato, il tempo in casa radicale sembra non passare mai.

Soffro per l’ostinazione che tante e tanti di noi hanno mostrato e mostrano, non volendo nemmeno sentir parlare di possibili alternative utili a non far spegnare per sempre la fiammella di speranza politica che rappresentiamo.

Mancano poche settimane al XIV° Congresso di Radicali Italiani. Speravo che quest’anno si aprisse un dibattito precongressuale serio e che uscisse pure qualche candidata/o che presentasse per tempo il suo programma, superando la triste consuetudine della candidatura/investitura calata dall’alto durante la direzione della notte prima della votazione. Naturalmente non è successo. Sento dire che “qualcuno sta preparando qualcosa”, ma di cosa si tratti il “povero iscritto e militante di provincia” non lo può sapere. E allora non mi basta, non mi basta e credo che non basti nemmeno alle tante e ai tanti che da troppo tempo chiedono un cambiamento radicale nella gestione della casa radicale. Personalmente ho annunciato più volte la mia candidatura alla segreteria di Radicali Italiani, pur sapendo che ci sono compagne e compagni più noti e autorevoli di me, compagne e compagni che ritenevo più adeguati a provare a rilanciare l’iniziativa radicale ma che hanno deciso di non uscire dagli schemi, di non sparigliare le carte, hanno deciso di non osare. Che dire, capita spesso che la persona più adeguata è quella che le cose prova a farle, non quella più titolata a farle e, proprio per questo, non posso fare altro che confermare la mia candidatura alla segreteria di Radicali Italiani.

Rita Bernardini e Valerio Federico, durante la riunione di Direzione dell’8 ottobre, hanno confermato esattamente quello che penso da molto tempo. Ascoltando l’elenco delle iniziative in corso e i risultati ottenuti, risulta evidente che Radicali Italiani non produce nessuna iniziativa e si limita a “sostenere” le iniziative che varie personalità dell’area radicale mettono in campo dialogando con le istituzioni a vari livelli e con il ricorso alle giurisdizioni. L’iscritto radicale, rispetto a queste battaglie – che condivido in pieno e considero fondamentali – è un semplice spettatore/finanziatore. Una volta si diceva che le nostre sedi sono i tavoli nelle piazze, si diceva che ognuno è allo stesso tempo militante e dirigente, ma se al militante si sostituisce lo spettatore, ad agire politicamente restano sono le personalità note e agli altri non resta che pagare e stare a guardare.

Per rilanciare l’iniziativa radicale è necessario tentare strade che per troppo tempo abbiamo deciso di non percorrere. Per troppo tempo ci siamo ostinati a non voler mettere in discussione i nostri metodi e le nostre forme organizzative, siamo arrivati a congelare di fatto il nostro strumento di azione, il nostro movimento, un catalizzatore di legalità, diritti, e libertà che, almeno formalmente, è unico nel suo genere.

Non si tratta di cercare la formula magica per resuscitare un soggetto politico morto ma semplicemente di far vivere con forza quelle peculiarità che hanno reso il Partito Radicale prima e la Galassia Radicale poi, qualcosa di unico nel panorama politico italiano, europeo e forse globale. La “doppia tessera”, il “chiunque si può iscrivere”, il rispetto degli statuti, il congresso degli iscritti e non dei delegati, l’irrinunciabile principio che ricordava Sergio Stanzani, ovvero che “la tessera radicale non è la tessera dell’obbedienza, ma la tessera della libertà”. Queste sono le componenti che non possono mancare nel kit di assemblaggio del nostro “autobus”, su tutto il resto abbiamo invece il dovere di essere creativi e di sbizzarrirci per far sì che sia possibile, per chiunque lo voglia, continuare a percorre le ormai deserte strade della libertà e del diritto.

Sono proprio queste peculiarità ad avermi fatto comprendere che, politicamente, solo quella radicale poteva essere la mia casa e personalmente le ho sempre vissute profondamente, mettendo il mio giudizio prima di qualsiasi altra cosa, sentendomi elettoralmente libero, valutando di volta in volta come e se agire rispetto alle scelte del movimento – non sentendomi mai fuori luogo, nemmeno quando le mie convinzioni e la mia sensibilità si trovavano ad essere patrimonio della più piccola minoranza che il mondo abbia mai visto, ovvero solo di me stesso.

Quello che vi offro è un anno di transizione durante il quale le iscritte e gli iscritti – grazie ad una piattaforma LiquidFeedback – potranno mettere a punto la ricetta migliore per trasformare Radicali Italiani in un network di associazioni locali e tematiche, che condividendo le migliori esperienze e competenze, favoriranno il diffondersi di iniziative ‪radicali‬ in tutto il Paese.

Non sarà un anno di inattività politica, il movimento, le associazioni radicali e i singoli iscritti, potranno continuare a “sostenere” – ciascuno secondo il proprio sentire e gli strumenti di cui dispone – le battaglie che i nostri leader stanno combattendo. Dotandoci di strumenti organizzativi nuovi e valorizzando l’attività delle associazioni – per esempio l’attivazione degli strumenti di partecipazione popolare a livello locale –, daremo la possibilità al singolo iscritto di tornare ad essere militante e non più solo spettatore/finanziatore. Piccole cose forse rispetto alle nostre aspirazioni, ma considerando lo stato attuale del movimento, sono obiettivi per nulla banali.

Vi propongo 7 riforme organizzative e politiche che, attraverso una serie di modifiche statutarie, renderanno il nostro movimento più adatto ad affrontare le sfide che ci attendono. Le proposte che ho elaborato, nascono da anni di confronto con compagne e compagni e di ascolto assiduo di congressi, comitati e direzioni e tentano di modificare quei punti che molte e molti di noi hanno da tempo segnalato come problematici.

Ancora una volta ho deciso di “metterci la faccia” e personalmente sono convinto che questo pacchetto di riforme sia un’ottima base di partenza per rilanciare Radicali Italiani. A parole, molte e molti di voi hanno espresso apprezzamento per la mia iniziativa, troppe volte però mi sono trovato di fronte a persone che esprimevano disagio rispetto alla gestione della nostra organizzazione, analizzavano nel dettaglio le criticità e ipotizzavano soluzioni ma che poi, in sede di congresso, preferivano abbassare la testa, cercando le soluzioni di compromesso che tutti conosciamo e che hanno ingessato il movimento. Per queste ragioni, questa volta, voglio fare “l’americano” – come piace a noi – e sondare l’interesse che le mie proposte suscitano in casa radicale, lanciando una raccolta fondi e invitando chiunque consideri quantomeno degne di essere prese in considerazione le mie proposte, a dare un segnale concreto di apprezzamento, inviando un piccolo contributo (che utilizzerò per essere presente al Congresso).

Se almeno 50 compagne e compagni invieranno un contributo, formalizzerò la mia candidatura in Congresso e insieme proveremo a ripartire.
PayPal: mattia.da.re@live.it    :::::      PostePay: 5333171012278632

7 PROPOSTE PER UNA RADICALE RIFORMA DELLA “CASA” RADICALE

1. Autosospensione di Radicali Italiani dalla Galassia Radicale, dal “pacchetto” di iscrizioni e dall’utilizzo della sede di Torre Argentina, fino a quando il Partito Radicale Nonviolento Transpartito Transnazionale non rientrerà nella legalità statutaria. L’iniziativa non vuole essere un “divorzio” dalla Galassia, ma uno stimolo perché il Partito e le altre organizzazioni costituenti si attivino per creare le condizioni politiche ed economiche per convocare il congresso del Partito.

2. Solo sfruttando gli strumenti che la tecnologia mette a nostra disposizione onoriamo pienamente il significato attuale della parola “partecipazione”. Elettorato attivo e passivo, presentazione di documenti, interventi in sede di congresso, comitato e direzione dovranno essere garantiti anche online. Garantire la partecipazione online, significa anche consentire a tutte e tutti noi di sostenere meno spese e avere quindi più risorse da dedicare all’attività politica.

3. Creazione di una piattaforma LiquidFeedback aperta a tutte le iscritte e gli iscritti a Radicali Italiani e alle associazioni territoriali e tematiche di Radicali Italiani. La nostra sede virtuale, un vero e proprio “congresso permanente”, luogo di elaborazione collettiva e continua di proposte e iniziative.

4. Abbassamento drastico della quota di iscrizione a Radicali Italiani, perché un movimento radicale non deve e non può essere un movimento elitario, ma un movimento aperto non solo formalmente a chiunque. Se è vero che la partitocrazia nega libertà, diritti e conoscenza, è difficile immaginare che i cittadini e le cittadine possano sviluppare una sensibilità tale da comprendere l’importanza di finanziare con una somma ingente di denaro chi porta avanti battaglie politiche e sociali che non hanno potuto mai conoscere. Del resto il Partito Radicale prevede iscrizione a quota zero per chi vive in Paesi in cui le libertà e i diritti civili e politici non sono garantiti. Oltre quindi a una questione prettamente economica, c’è una motivazione eminentemente politica per abbassare sensibilmente la quota e consentire a tante e tanti di iscriversi e maturare quella sensibilità che noi abbiamo maturato in anni di costante impegno e attività politica. Nulla vieterà, a chi vorrà e potrà, di contribuire versando somme più alte.

5. Le associazioni territoriali e tematiche di Radicali Italiani sono oggi il vero motore del movimento, grazie alla loro capacità di declinare localmente le battaglie nazionali e transnazionali del movimento. Le associazioni riescono inoltre, con la presenza sul territorio, a raggiungere la cittadinanza, tamponando almeno in parte i danni prodotti in termini di conoscenza dai media di regime. Per questo è necessario dar loro maggior voce all’interno del movimento e assicurare loro maggiori risorse. Per essere riconosciute da Radicali Italiani, le associazioni (oltre ad avere Segretario e Tesoriere iscritti a RI) dovranno prevedere una quota associativa non inferiore a 50 euro e potranno essere rappresentate nel Comitato Nazionale le associazioni con almeno 25 iscritti (non necessariamente iscritti a Radicali Italiani). Tutte le iscritte e gli iscritti alle associazioni avranno accesso alla piattaforma LiquidFeedback del movimento.

6. La Direzione sarà formata da 10 persone, nominate contestualmente all’elezione del segretario e del tesoriere – che indicheranno al momento della candidatura 5 nomi a testa. Eventuali membri di Direzione dimissionari, saranno sostituiti dai membri del Comitato Nazionale che hanno ricevuto più voti.

7. Presentazione alle elezioni: Radicali Italiani si riserverà il diritto di presentarsi con il proprio o con altri simboli, o di non presentarsi per nulla, in base alle condizioni politiche e alle valutazioni che le iscritte e gli iscritti faranno di volta in volta. Radicali Italiani valuterà inoltre, caso per caso, l’opportunità di sostenere formalmente le candidature di iscritte e iscritti in altre liste.

A partire da questi punti vi chiedo di darmi fiducia in congresso, sostenendo la modifica complessiva dello statuto che presenterò e affidandomi la guida del movimento per il prossimo anno politico. Vi chiedo di darmi fiducia perché è meglio un salto nel buio – che potrebbe portare a qualche piacevole novità – che proseguire sulla strada che ha portato il movimento a un passo dalla chiusura. Non vi posso assicurare grandi risultati, ma posso promettervi che, insieme, faremo il possibile per ottenerli.

Mattia Da Re

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