Digiuno di dialogo per il plenum della Corte Costituzionale e la transizione verso lo Stato di Diritto


radical partyTrentaquattro militanti radicali hanno iniziato dalla mezzanotte di venerdì 13 novembre un digiuno di dialogo con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del premier Matteo Renzi.

Obiettivi dell’azione nonviolenta, proposti da Marco Pannella e fatti propri dal Partito Radicale, sono:

  • il rilancio del richiamo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella del 2 ottobre scorso al Parlamento affinché provveda, con la massima urgenza, a questo doveroso e fondamentale adempimento, a tutela del buon funzionamento e del prestigio della Corte Costituzionale e a salvaguardia della propria responsabilità istituzionale.
  • le iniziative parlamentari volte a dare seguito all’unico messaggio alle Camere dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con il quale ha ricordato che “è fatto obbligo per i poteri dello Stato, ciascuno nel rigoroso rispetto delle proprie attribuzioni, di adoperarsi affinché gli effetti normativi lesivi della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo cessino”.
  • oggi più che mai, dopo la strage di Parigi, aiutare lo Stato Italiano a dar vita ad una campagna in sede ONU per la transizione allo Stato di Diritto codificando – per affermarlo – il diritto umano alla conoscenza.

Sono in digiuno dalla mezzanotte di venerdì 13 novembre: Rita BERNARDINI, Guido BIANCARDI, Maurizio BOLOGNETTI, Giuseppe CANDIDO,Michele CAPANO, Alberto CHIODI, Deborah CIANFANELLI, Gianmarco CICCARELLI, Mattia DA RE, Diego DE GIOIELLIS, Carmine DE MARTINO ADINOLFI, Gaetano DENTAMARO, Paola DI FOLCO, Annarita DI GIORGIO, Paolo DOVA, Maria Antonietta FARINA COSCIONI,Federica FRASCONI, Marco Maria FREDDI, Francesco GNECH, Ivan INNOCENTI, Giovanni LOMBARDI, Maria Grazia LUCCHIARI, Alfonso PAPA, Luca PONCHIROLI, Elisabetta RAMPELLI, Rosalba RIZZARDI, Stefano SACCONE, Elio SARIGU, Silvana TEI, Ettore TURCO, MaurizioTURCO, Ilaria VALBONESI, Valter VECELLIO, Stefano VITELLI.

Per aderire all’iniziativa nonviolenta di digiuno scrivere a info@partitoradicale.org

Digiuno di dialogo per completare il plenum della Corte Costituzionale e perché lo Stato italiano dia vita in sede ONU ad una campagna per la transizione verso lo Stato di Diritto.

Nel 2002 dopo una settimana di sciopero della sete di Marco Pannella al quale si affiancò per 5 giorni l’on. Roberto Giachetti, fu centrato l’obiettivo che il Parlamento eleggesse i Giudici della Corte Costituzionale così da raggiungere il plenum mancante da 17 mesi. Mancanza che si è nuovamente registrata dal maggio 2007 all’ottobre 2008.

Oggi ci troviamo nella stessa situazione nonostante sia noto che la mancanza del plenum compromette la stessa capacità decisionale della Corte costituzionale con il rischio di paralizzarla.

Il 2 ottobre scorso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato il Parlamento affinché provveda, con la massima urgenza, a questo doveroso e fondamentale adempimento, a tutela del buon funzionamento e del prestigio della Corte Costituzionale e a salvaguardia della propria responsabilità istituzionale.

Solo il 18 novembre prossimo il Parlamento si riunirà, e sarà la 30ma volta, per provare a completare il plenum costituzionale mancante dal 28 giugno 2014.

* * *

Sorte peggiore è toccata all’unico Messaggio alle Camere inviato dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con il quale ha ricordato al Parlamento che la Corte costituzionale ha, recentemente, stabilito che, in caso di pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo che accertano la violazione da parte di uno Stato delle norme della Convenzione, “è fatto obbligo per i poteri dello Stato, ciascuno nel rigoroso rispetto delle proprie attribuzioni, di adoperarsi affinché gli effetti normativi lesivi della Convenzione cessino”. La cessazione degli effetti lesivi si ha, innanzitutto, con il porre termine alla lesione del diritto e, soltanto in via sussidiaria, con la riparazione delle conseguenze della violazione già verificatasi.

E’ un dato di fatto, rilevato e sanzionato dalle sentenze della Corte europea dei diritti umani, che l’Italia continui a guidare la classifica dei paesi aderenti al Consiglio d’Europa che violano i diritti umani e mette in pericolo nel proprio paese lo Stato di Diritto a causa delle lentezze delle procedure giudiziarie civili, penali, amministrative.

* * *

Formalmente e ufficialmente ci proponiamo di finalmente riuscire ad aiutare lo Stato Italiano che in questa fase storica è appesantito dal Regime Italiano.

Formalmente e ufficialmente ci siamo rivolti e ci rivolgiamo ai massimi magistrati dello Stato, al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio, affinché esercitino scrupolosamente le proprie responsabilità e colgano la possibilità, maturata ormai da tempo per nostra iniziativa in seno alle Nazioni Unite, di dar vita ad una campagna in sede ONU per la transizione allo Stato di Diritto codificando – per affermarlo – il diritto umano alla conoscenza.

Dodici anni fa con una iniziativa nonviolenta aiutammo il Parlamento ad eleggere i giudici della Consulta che, come ora, era priva del plenum fissato dalla Costituzione e che, ora come allora, occorre ristabilire con urgenza. Già da allora erano violati i diritti degli italiani ad essere informati per poter conoscere e quindi giudicare.

Con questi obiettivi dalla mezzanotte venerdì 13 novembre iniziamo un digiuno di dialogo con il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio.

www.radicalparty.org

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