Il canone in bolletta e le bestemmie dell’italiano-menefreghista-ladro medio


La RAI è una televisione che di servizio pubblico non ne fa e si limita ad essere cassa di risonanza della partitocrazia. Già questo sarebbe sufficiente per volere l’abolizione del canone e sganciare questo carrozzone dal groppone dei contribuenti. È bene ricordare però che, nonostante il canone sia una delle imposte più odiate, sono ben poche le persone che si sono impegnate quantomeno sostenendo chi – come i radicali – si è battuto in tempi non sospetti contro questa truffa, invitando i cittadini alla disdetta del canone RAI e da anni si batte per la privatizzazione della RAI. I pochi che della questione si sono occupati, sono forse gli unici ad avere il diritto di incazzarsi per la porcata renziana del “canone in bolletta”.

Da quest’anno infatti il canone RAI si pagherà direttamente con la bolletta dell’energia elettrica. La faccenda, già nota da tempo, è tornata sulla bocca di tutti in questi giorni, con la pubblicazione delle modalità e delle tempistiche per comunicare all’Agenzia delle Entrate l’eventuale non possesso del televisore.

Oggi si scandalizzano in molti per il canone in bolletta, scordando che il canone è finito in bolletta perché pochi in Italia non possedevano un televisore, ma molti il canone non lo pagavano – pur guardando non solo le televisioni private, ma anche gli odiatissimi canali RAI. Gli stessi che fino a ieri hanno fatto i ladri guardando i canali RAI e non pagando il canone, oggi sbraitano e inveiscono contro lo “Stato ladro”, che li costringe a qualche fatica in più per continuare a fare i banditi, non pagando un servizio che utilizzano.

Anche chi per le libertà e i diritti si batte davvero, rischia di cadere nell’errore di far passare questi signori per grandi rivoluzionari che lottano contro lo Stato inquisitore e nemico delle libertà, ma in realtà stiamo parlando di persone che hanno sempre e solo difeso i loro personalissimi interessi, fregandosene di tutto e di tutti. Persone che negli ultimi 20 anni hanno creduto che l’uomo della provvidenza di turno – perché in Italia ne abbiamo avuti tanti, da Berlusconi a Grillo, passando per Renzi – potesse risolvere i loro piccoli problemi, persone che mai e poi mai avrebbero dedicato un minuto del loro sporco tempo a una questione sociale, se questa non li avesse toccati personalmente. I resistenti, i combattenti per le libertà sono ben altri, sono fatti di ben altra pasta – non perdono certo tempo cercando vili scappatoie per non pagare 100 sporchi euro, continuando a guardare il televisore. Chi lotta per le libertà, si preoccupa – ma soprattutto si occupa – del venir meno del diritto dei cittadini a “conoscere per deliberare”, si batte per restituire ai cittadini l’informazione negata dalla televisione di regime.

Insomma l’Italia non è un Paese per onesti. Tutti fregano e fottono senza ritegno e provano pure a farti sentire in colpa se fai notare che non rispettare la legge è scorretto. In Italia lo stronzo sei tu, tu che rispetti le regole, perché qui i ladri si chiamano “furbetti” e tu che ti permetti di parlare di correttezza risulti essere solo l’arrogante di turno, quello che si crede meglio degli altri e sei pure un po’ ipocrita, perché – visto che tutti fottono – sicuramente sotto sotto anche tu qualche furbata la fai.

Il canone in bolletta è una schifezza, diciamocelo. Anzi, al netto del servizio penoso offerto dalla televisione pubblica, ad essere una schifezza è di per sé il canone RAI, mascherato – nemmeno troppo bene – da tassa di possesso (nel 2016?!) di un televisore. Dato che la televisione pubblica fa pena e mi fanno pena pure le emittenti private, io un televisore non l’ho mai acquistato. Nell’appartamento ammobiliato che ho preso in affitto però il televisore c’è e quindi dovrò perdere del tempo per sistemare la questione, accordarmi con il proprietario per far rimuovere l’apparecchio e inviare una raccomandata all’Agenzia delle Entrate. In alternativa, potrei tenermi il televisore, pagare 100 euro e magari – chi lo sa?! – qualche volta potrebbe pure venirmi voglia di accenderlo.

Certo, mi girano le scatole, è abominevole il rovesciamento dell’onere della prova, è roba da stato di polizia (ma del resto non esiste Stato che non sia uno stato di polizia) il fatto che sia il cittadino a doversi attivare per non pagare qualcosa che non deve pagare. Eppure è così, la legge – legge infame – è questa e non è rivoluzionario chi cerca scappatoie per continuare a farsi i cazzi propri, ma lo è chi si si batte ogni giorno per provare a cambiare le cose – magari a partire da quelle che personalmente nemmeno lo toccano.

Mattia Da Re

2 risposte a “Il canone in bolletta e le bestemmie dell’italiano-menefreghista-ladro medio

  1. ciao.daccordo che il canone in bolletta e per il fatto di essere proprietario di un televisore sia una forzatura/truffa.Se vado nel merito delle produzioni rai devo invece riconoscere che pagando 100 eu l’anno mi abbono e sostengo anche quei pochi programmi che meritano …che per me sono Report,Presa diretta e ambiente italia e poco piu’..che le private non avrebbero interesse economico a mandare in onda.Sarei quindi per una tassa di scopo…ovvero decidere io a chi far avere i miei soldi di sostegno ….almeno 80 eu di scopo mirato e 20 per il servizio tecnico del segnale/rete per arrivare fino a me.

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