Eutanasia, dal Belgio lezione di diritto e libertà. Per un XX settembre di resistenza alla violenza cattolica


CEI: permanent episcopal council in Rome

Persone che vivono il più grande dei drammi umani – madri e padri costretti a sopravvivere ai propri figli, prendendo con loro e per loro la più difficile delle decisioni – sono etichettati dalla Conferenza Episcopale Italiana come “Adulti con licenza di uccidere.

Giornali e telegiornali si sono affrettati a dare massima visibilità alla feroce affermazione, utilizzandola come titolo per articoli e servizi sul caso della prima persona minorenne che in Belgio ha optato per l’eutanasia. Servizi e articoli infarciti di menzogne e omissioni, che hanno trasformato un diciassettenne malato terminale in un bimbo di pochi anni ucciso da genitori insensibili e da un sistema criminale.

Come sempre violenti, come sempre ipocriti, come sempre mistificatori, i vescovi italiani vogliono far passare come mostri quei genitori che, grazie alla legislazione belga, hanno la possibilità di accompagnare i loro figli, malati incurabili e terminali, alla dolce morte, sottraendoli ad angoscianti e atroci e sofferenze. Nessuno stupore, del resto proprio pochi giorni fa la Chiesa Cattolica ha santificato una donna che si è arricchita ed è diventata una star internazionale impegnandosi a non curare e a far soffrire i poveri malati indiani, raccontando loro che la sofferenza li avrebbe avvicinati a Dio.

Con la complicità dei media italiani, la voce arrogante del Vaticano è entrata puntualmente e prepotentemente nelle case degli italiani e nei palazzi della politica, dove schiere trasversali di burattini, per ingraziarsi il corrotto e corruttore potere clericale, si adoperano ogni giorno per soffocare la libertà e il benessere dei cittadini, rendendoli facili prede delle menzogne d’Oltretevere.

Anche questa volta (a pochi giorni dal sì del MoVimento 5 Stelle a leggi su eutanasia e testamento biologico) l’avvertimento dei gerarchi cattolici – sciacalli che si nutrono e nutrono le proprie casse con la sofferenza umana – è arrivato forte e chiaro: che nessuno osi approvare una legge sul fine vita!

Con la consueta ipocrisia, con il consueto e vomitevole tono da buon padre di famiglia, il clero cattolico mette in guardia i politicanti nostrani dai pericoli della libertà e dell’autodeterminazione, della scienza e della conoscenza. Ancora una volta questi signori, padroni di beni dal valore inestimabile, pretendono che i cittadini comuni non siano padroni nemmeno della propria esistenza, delle proprie gioie e dei propri dolori.

Il XX settembre è vicino, martedì spendiamo qualche minuto del nostro tempo e chiediamo alla Istituzioni di discutere e approvare una legge che consenta a ciascuno di essere padrone della propria vita, inviando una mail ad almeno un parlamentare, per far sì che la voce crudele dei vescovi non sia l’unica ad entrare nei palazzi del potere.

Facciamo vivere questa ricorrenza aprendo una nuova breccia nel muro di terrore, oscurantismo e sofferenza entro il quale la Chiesa Cattolica vuole farci vivere – anche a costo di non lasciarci morire in pace, quando la vita diviene più inaccettabile della morte.

 Mattia Da Re

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